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LA BOTRITE COME LA POLVERE SUI MOBILI, PUOI LIMITARLA, MA MAI ELIMINARLA COMPLETAMENTE!

Una delle piaghe piu comuni e piu temute dai growers, sia nella coltivazione indoor che outdoor è certamente la botrite. Dacchè è molto difficile individuarla allo stadio primordiale essa può mandare in malora parte del raccolto proprio nelle fasi finali di fioritura.
Definita comunemente botrite, il suo nome deriva dal fungo che ne è la causa, Botrytis Cinerea. Il nome latino Cinerea significa "composta di cenere" e si riferisce proprio al colore grigio tipico di questa muffa denominata appunto "muffa grigia". Si tratta di un fungo aerobico molto nocivo in grado di insediarsi nei tessuti delle piante che marciscono a causa di alcuni enzimi che annientano le cellule vegetali. Proprio per la sua caratteristica di adattabilità all'ambiente in cui si manifesta, il fungo mostra un'ottima resistenza ai fungicidi che vengano usati sia a scopo preventivo che curativo

La prevenzione è l'unica cosa che può ridurre la probabilità di infezione.
La riproduzione dell'agente patogeno in questione avviene per via asessuata mediante i suoi conidiofori, delle specie di rami sottili. Essi colpiscono generalmente la parte aerea della pianta, in particolar modo quelle contenenti maggiore quantità d'acqua e zuccheri come le infiorescenze apicali o i frutti. Le piante vengono attaccate dalle spore rilasciate dai conidiofori che daranno vita alle nuove generazioni del fungo e quindi alla malattia.
Durante l'inverno il fungo si conserva sotto forma di micelio ed è capace di resistere agli agenti esterni; nelle piante più anziane forma gli sclerozi, ossia dei corpuscoli aventi la forma di sfere piccole e nere ma visibili a occhio nudo, sia sui tessuti più esterni che interni. Sia il micelio annidato nella corteccia, che gli sclerozi, sono le forme svernanti del parassita.

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Con l'arrivo della primavera (e del periodo dell'impollinazione) gli sclerozi sviluppano il micelio che formerà le ife (filamenti del corpo vegetativo dei funghi), causa del propagarsi del fungo stesso che si diffonderà molto rapidamente.
Le condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo della Botrite, sono gli elevati tassi di umidità ambientale (80 - 90 %) ed elevate temperature (16 - 24°C). La muffa aggredisce dall'interno dell'infiorescenza e localizzarla può inizialmente risultare un'impresa ardua.
La botrite è di colore marrone e grigio, ma può assumere un colore biancastro, in particolare sulle infiorescenze tende a espandersi sotto forma di macchia. Attenzione quindi! Non bisogna soffermarsi sull'aspetto superficiale del fiore, ma osservare bene in profondità. Inoltre la parte danneggiata da botrite si manifesta secca e si sbriciola al tocco, ma a quel punto è già troppo tardi.

Generalmente il fungo attacca a partire dal gambo piuttosto che dalle cime. E' bene quindi ispezionare costantemente i frutti in quelle fasi e non esitare a recidere il fiore immediatamente per non far avanzare la cancrena.
Esistono Tuttavia alcuni accorgimenti abbastanza efficaci che permetteranno di contrastarla fino quasi ad eliminarla. Tuttavia la nostra esperienza ci dice che in coltivazioni outdoor, è molto difficile, se non impossibile, avere raccolti in ottobre o novembre senza averne traccia sui frutti.

Cosa fare per prevenire la fastidiosa botrite?

Certamente il controllo dell'umidità e temperatura, sono fattori determinanti se si sta praticando la coltivazioni in interno. Anche nelle culture in serra particolare, è opportuno ricreare un ambiente climatico secco e asciutto, sfavorevole appunto alla riproduzione del fungo e al conseguente rilascio di nuove spore. Fondamentale è il ricircolo di molta aria, con appositi estrattori od aspiratori centrifughi. Nel caso in cui la muffa si è già cominciata a formare sulla pianta, come già detto &è necessario eliminare tassativamente il fiore contaminato. E' consigliabile anche ridurre i livelli di azoto e fosforo, ma soprattutto è fondamentale trattare questa piaga in maniera preventiva, con anti funginei naturali quali:

  • equiseto
  • polvere di roccia
  • polvere di roccia
  • fino ad arrivare al verde rame se necessario (ricordiamo accettato in agricoltura bio)
  • Molto utile anche possono risultare trattamenti a base tricoderma harzianum, sia spruzzato che in fertirrigazione, ma sempre e rigorosamente in maniera preventiva fin dalle prime fasi di crescita vegetativa

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Rammenterò sempre un grower anziano che mi disse: "la botrite è come la polvere sui mobili, la puoi contrastare ma non vincere....."